STORIE DELLE TERRE UNITE PRESENTA: FRANCESCO CODENOTTI

Aggiornato il: mar 3




1.Ciao, parlaci un po' di te

Ciao a tutti, mi chiamo Francesco e

sono un sognatore di trentadue (ormai quasi trentatré) anni. Ho studiato lingue straniere, mi sono laureato in scienze motorie, e con molta coerenza ora lavoro in un’azienda automotive (di cui, con molto orgoglio, sono parte interna dell’Academy). Tutto questo per dire semplicemente: ogni momento della vita ha il suo perché di esistere e ci lascia dentro qualcosa. Sta a noi capire cosa =) Amo viaggiare, il profumo della carta, le nuove scoperte. Credo con tutto me stesso nell’amicizia e nell’amore. Per me il lavoro di squadra e il supporto reciproco sono fondamentali, ecco perché ho scelto di intervistare altri autori e dar loro spazio nella mia rubrica “Autore chiama Autore” .


2. A che età ti sei avvicinato al mondo della letteratura? E qual è stato il primo libro che hai letto?

Il ricordo più “antico” cui posso far risalire la mia memoria è l’immagine di un libro che mi stava leggendo mio papà (Dinotopia, se non l’avete mai letto, rimediate subito.) La risposta potrebbe quindi essere “da sempre”. A quattro anni leggevo i fumetti di topolino, a sette il Signore degli Anelli (che poi ho riletto a otto, poi a nove, poi a dieci… insomma, ci siamo da capiti). Da quel momento, il mio amore per la letteratura non è mai scemato, andando pian piano ad abbracciare tutti gli altri “generi” (se tali si vogliono davvero definire). E con tutti, intendo “tutti”.


3.Chi o cosa ti ha portato a scrivere?

Non c’è una risposta esaustiva a questa domanda, a meno che non vi vogliate sorbire dieci cartelle editoriali di risposta. Come tanti di noi, scrivo i miei pensieri, che io ricordi, da sempre, per lo più sottoforma di piccoli pensieri, citazioni, parole che mi attiravano particolarmente. I miei 67 giorni di positività al covid, però, hanno fatto nascere in me la necessità quasi fisica di trasformare questi pensieri in un romanzo e dar loro un corpo concreto. Da quel momento, non mi sono più fermato. “Le sette vie del drago” sarà il mio romanzo d’esordio, ma ho già due (quasi tre, a dire il vero) romanzi qui pronti nel cassetto che attendono solo il momento di essere liberati =)


4.Qual è il tuo genere letterario preferito? Perché? Prediligo il fantasy perché mi dà la possibilità di parlare di concetti profondi in modo indiretto, spesso affrontandoli con solo apparente leggerezza o comunque da un altro punto di vista. Sono fermamente convinto, però, che il discorso “genere” sia ormai più legato alla necessità delle Case Editrici che alla realtà effettiva. I lettori – e quindi gli scrittori – arrivano a leggere con così tanta facilità ogni sorta di libro, che i generi si sono mai contaminati. Le sette vie del drago stesso, ad esempio, potrebbe essere definito un fantasy ucronistico (o ucronico, che dir si voglia) con forti tendenze al thriller. Ha davvero senso farlo? Non sarebbe più semplice chiamarlo “narrativa” o semplicemente “un romanzo”?


5.Parlaci del tuo libro “Le sette vie del drago” è un piccolo sogno che si realizza. Il romanzo segue le vicende di sette ragazzi, sette Custodi, che il l destino, un’antica profezia e le parole del Drago Tenryū, hanno deciso di unire. Un “fantasy, ma non troppo”, come mi piace definirlo, che muovendosi tra Giappone, Lapponia, Vestfalia, Sudafrica, e Londra vittoriana, esplora valori profondi quali l’amicizia, l’amore, il confine tra il Bene e il Male (“qualcuno ha tradito. Chi? E perché l’ha fatto?”), il rispetto di tutto ciò che ci circonda e chi ha preceduto, siano essi i nostri Avi o le Antiche Scritture. Il tutto sembra essere guidato dall’alto da una figura misteriosa: Lo Scrittore.


6.Con chi hai pubblicato? Raccontaci un po’ la tua avventura. Parlavo di sogno. Ebbene sì, perché il tutto è partito con una campagna crowdfunding che, grazie al sostegno di tutti (vi adoro, non so in quale altro modo ringraziarvi…) è diventato realtà. Quando mi è stata data la possibilità di pubblicare in cartaceo (cui seguirà anche l’e-book) e di lavorare con un editor professionista, ho subito accettato. L’editore che mi ha dato questa possibilità è la BookRoad (la costola crowdfunding della Leone Editore). Nel momento in cui scrivo queste parole, il sogno sta finalmente per vedere la luce. l’11 marzo è la data fissata per il termine dell’editing, cui seguirà il periodo di stampa e l’invio del romanzo a tutte le persone che lo hanno pre-ordinato (o che lo pre-ordineranno). L’arrivo nelle librerie, invece, sarà indicativamente verso luglio. La copertina è realizzata dal

Maestro Antonello Venditti.

7.Ti piacciono anche altri generi? Come detto, leggo di tutto. Penso che leggere, e scrivere continuamente, sia la nostra migliore scuola. Cimentarsi con la scrittura senza leggere, è un po' come voler imparare a guidare giocando solo ai giochi di guida sulla play. Più ampliamo il nostro spettro di conoscenza, più la nostra scrittura sarà “ricca”. Per questo motivo, leggo sia libri di miei colleghi esordienti, che libri di autori più affermati, e spazio da genere a genere.


8.Qual è il tuo fine? Perché scrivi? Per vivere, non aggiungo altro. Ognuno ci trovi ciò che vuole in questa risposta. Chi mi conosce, sa perfettamente cosa intendo (ovviamente non si parla di soldi…).


9.A chi sono rivolte le tue fatiche letterarie? A chiunque abbia voglia di mettersi in viaggio (nell’accezione più ampia del termine). Questo periodo così buio ha lasciato – e sta lasciando – in tutti noi una profonda paura di muoversi, esplorare, conoscere. Nella mia volontà e necessità, questo libro è stato il mio modo di “uscire da quel maledetto cancello”. Spero che questo concetto sia caro a molti… e nel mio piccolo, con molta umiltà, di poter contribuire a rendere le vostre giornate un pochino più belle.


10.Ci sono progetti futuri che vorresti condividere con noi? Certo! Ho già pronti, in fasi diverse, altri due libri (di cui il terzo si stacca quasi complemento da questo genere, assumendo tinte molto più cupe), e un altro è in fase di scrittura. Ad oggi, però, tutta la mia attenzione è posta sul portare a termine l’editing di questo (11 marzo, ultimo giorno di editing) e sul godermi questo momento con tutti voi. Nei miei sogni, c’è un incontro “live” con tutti i miei colleghi scrittori. Sarebbe un momento di condivisione e di crescita.


11.Hai un messaggio da dare a chi, come te, si è o si sta avvicinando a questo meraviglioso mondo della scrittura? Ne ho tre. Il primo: credete nei sogni e non mollate. Mai. Ci sarà chi vi dirà che non ce la farete, chi vi dirà che avete sbagliato strada. Ma sapete che c’è? Fregatevene. Per una persona che vi dirà di smettere, ne troverete dieci pronte e tendervi la mano e a porgervi un sorriso sincero. E se quella persona che vi dice “hai sbagliato” siete voi stessi, cacciatela nell’altra stanza e rimettetevi a scrivere. E’ normale che ciò accada. Il secondo: leggete, leggete, leggete. Poi scrivete, scrivete, scrivete. Leggete di tutto e scrivete di tutto. Imparate e riconoscere ciò che vi può essere utile e a farne tesoro. Se possibile, frequentate corsi di scrittura. O comunque affidatevi a un professionista almeno per l’editing. “Ogni scarrafone è bello a mamma soja”, diceva Pino Daniele. Aveva ragione. Vi prego, dal profondo del cuore, non pubblicate la vostra lista della spesa. Il terzo consiglio lo prendo in prestito da chi ne sa molto più di me: Lorenzo Sartori. È un consiglio che ho fatica a fare mio (vedi suggerimento uno e due). Non innamoratevi del vostro primo libro. Il primo, ma probabilmente neanche il secondo, né il terzo, né il quarto, sarà un capolavoro. È solo cadendo che si impara a camminare. Raccogliamo i nostri errori e le critiche che riceviamo, impariamo a distinguere quelle costruttive da quelle distruttive, e facciamone tesoro. E non molliamo, mai.


Un abbraccio… e una stretta di zampa a tutti, Francesco


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Grazie ancora














































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